Affitti turistici: è di nuovo scontro tra Governo ed Emilia-Romagna,
- 19 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 14 apr

Affitti turistici: è di nuovo scontro, non si placa la tempesta normativa sul mondo degli affitti turistici. Nonostante i precedenti legali, il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la nuova legge della Regione Emilia-Romagna. L'obiettivo della norma regionale? Mettere un freno all'overtourism e dare ai sindaci strumenti concreti per gestire il flusso turistico.
Ma perché questa decisione del Governo fa discutere così tanto?
Il braccio di ferro tra Stato e Regioni
La mossa dell'esecutivo arriva come un fulmine a ciel sereno, o quasi. Proprio a dicembre 2025, infatti, la Corte Costituzionale aveva dato ragione alla Toscana su un caso praticamente identico. La Consulta era stata chiara: se un appartamento viene usato in modo stabile e organizzato per scopi turistici, non è irragionevole pretendere che abbia una destinazione d'uso specifica.
In parole povere: se un'auto privata diventa un taxi a tempo pieno, deve sottostare alle regole dei taxi. Eppure, il Governo ha deciso di ignorare questo "precedente" e sfidare anche la norma emiliano-romagnola.
Cosa cambia (in teoria) per chi affitta
La legge dell'Emilia-Romagna introduce una novità che cambierebbe radicalmente il mercato degli affitti turistici. Se la norma dovesse passare, gli immobili destinati ai turisti non sarebbero più considerati semplici "abitazioni", ma unità con destinazione d’uso specifica: "locazione turistica".
Questo non è solo un cambio di etichetta sulla carta. Comporta infatti due grandi ostacoli per i proprietari:
Requisiti più severi: Bisogna adeguare l'immobile a standard di sicurezza, igiene ed efficienza energetica molto simili a quelli degli alberghi.
Il potere ai Comuni: I sindaci avrebbero il "telecomando" della città. Potrebbero decidere, ad esempio, che nel centro storico di Bologna non si possa superare una certa percentuale di appartamenti destinati ai turisti.
Un clima di incertezza nazionale
Mentre si attende il verdetto della Consulta, il caos normativo regna sovrano. In mancanza di una legge nazionale unica e chiara, ogni territorio prova a difendersi come può:
La Puglia è pronta a seguire l'esempio toscano.
Roma sta studiando regolamenti ferrei per il centro storico in vista dei prossimi grandi flussi.
Il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale, non ha usato giri di parole, definendo l'impugnativa del Governo come un atto puramente politico: "Invece di boicottare le Regioni, il Governo farebbe meglio a investire sul diritto alla casa".
La battaglia legale è appena iniziata, ma una cosa è certa: il futuro degli affitti turistici in Italia non sarà più una corsa senza regole.
Domande frequenti sulle leggi degli affitti brevi e turistici in Italia e nelle Regioni
Cosa sta cambiando nella normativa sugli affitti brevi in Italia?
Negli ultimi anni diverse Regioni stanno introducendo regolamenti più stringenti per gli affitti turistici, con l’obiettivo di gestire overtourism e mercato immobiliare locale.
Le Regioni possono regolamentare gli affitti turistici?
Sì, ma nei limiti della normativa nazionale. Alcune sentenze della Corte Costituzionale hanno confermato la possibilità di imporre vincoli in specifici contesti urbani.
Cosa significa “destinazione d’uso turistica”?
È una classificazione che distingue gli immobili destinati stabilmente agli affitti brevi da quelli residenziali, con possibili obblighi e requisiti specifici.
I Comuni possono limitare gli affitti brevi?
In alcuni casi sì, soprattutto nei centri storici o aree ad alta pressione turistica, introducendo limiti o regolamenti specifici.
Cosa rischia chi non rispetta le nuove normative sugli affitti turistici?
Chi non si adegua alle regole locali può incorrere in sanzioni amministrative e limitazioni operative.
La normativa sugli affitti brevi è uguale in tutta Italia?
No, attualmente esistono differenze tra Regioni e Comuni, creando un quadro normativo frammentato.
Cosa deve fare un proprietario di casa vacanze a Roma in questo contesto normativo?
È fondamentale affidarsi a una gestione professionale che monitori aggiornamenti normativi, adegui l’immobile e garantisca conformità alle regole locali.


