Affitti brevi: self check-in e identificazione da remoto, quando è davvero legale e quando no
- 19 mar
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 2 giorni fa

Affitti brevi: self check-in e identificazione da remoto, quando è davvero legale e quando no, negli ultimi mesi ne abbiamo parlato fino alla nausea: affitti brevi, self check-in, identificazione da remoto. Sembrava che la sentenza del TAR Lazio avesse messo la parola fine a questa storia. E invece no. È arrivato il Consiglio di Stato e ha mandato tutto all’aria di nuovo.
Tutto è partito dalla circolare del Viminale di novembre 2024, la famosa 38138. In vista del Giubileo il Ministero ha deciso che l’identificazione doveva essere per forza “de visu”, faccia a faccia, niente deleghe alle macchine. Keybox, serrature smart, codici che arrivano via app: tutto fuori legge. L’host doveva essere lì, presente in carne e ossa, a guardare il documento mentre l’ospite lo mostrava. Per chi aveva costruito l’intera attività sul self check-in è stata una mazzata vera.
Le associazioni degli extralberghieri sono andate al TAR. A maggio 2025 la sentenza 10210 ha annullato la circolare e per qualche mese abbiamo tirato un sospiro di sollievo: self check-in e documenti via mail tornavano possibili, bastava caricare tutto su AlloggiatiWeb come abbiamo sempre fatto.
Poi il Ministero ha fatto ricorso. E il 21 novembre 2025 il Consiglio di Stato, sezione III, con la sentenza 05732/2025 ha ribaltato la situazione: la circolare era legittima. L’identificazione deve essere de visu. Mandare una foto del documento e ricevere un codice non basta più.
Però – e qui viene il passaggio che in tanti stanno ancora ignorando – il Consiglio di Stato non ha detto “niente tecnologia”. Ha detto che la verifica visiva può tranquillamente avvenire a distanza, purché sia in tempo reale. Videocitofono, videochiamata, sistema che ti mostra il volto dell’ospite mentre esibisce il documento: tutto ok. Quello che non va più è il check-in fantasma, senza un occhio umano dall’altra parte.
Come stanno le cose oggi (marzo 2026)
Self check-in automatico puro (codice + documenti via mail, zero contatto visivo) → rischi sanzioni pesanti.
Self check-in con verifica video in diretta → è considerato de visu, è perfettamente legale.
Accoglienza di persona → la via più semplice e, diciamocelo, spesso anche la migliore.
A Roma c’è pure il regolamento comunale che vieta le keybox negli spazi pubblici e ribadisce l’obbligo di caricare i dati su AlloggiatiWeb entro 24 ore. Per il resto segue la linea nazionale.
Perché noi di Domé abbiamo deciso di evitare del tutto il self check-in (almeno sul lusso)
Gestiamo da anni case vacanze di fascia alta nel centro di Roma. Abbiamo provato di tutto: keybox, app sofisticate, videochiamate, kit di benvenuto con QR code… Alla fine siamo tornati alla cosa più banale del mondo: incontrare le persone.
Chi spende 300-500 euro a notte non vuole trovare un messaggio WhatsApp che dice “il codice è 1234, buona permanenza”. Arriva stanco dopo ore di viaggio, apre la porta e si ritrova in un appartamento silenzioso. È comodo, sì. Ma è freddo. È impersonale. E le recensioni a cinque stelle non nascono così.
Quando invece c’è qualcuno che ti apre la porta, ti fa vedere dove sono le cose, ti consiglia il bar sotto casa che fa il caffè migliore della zona e ti racconta due aneddoti sul quartiere… lì il viaggio comincia davvero. Abbiamo visto la differenza nelle recensioni: i commenti più belli arrivano sempre da quei primi venti minuti di accoglienza vera.
Per questo continuiamo ad accogliere di persona la maggior parte degli ospiti. Nei rari casi in cui proprio non riusciamo a esserci, usiamo il sistema video in diretta con i nostri concierge: l’ospite vede una faccia, scambia due parole, capisce che c’è qualcuno pronto ad aiutarlo. È legale, è de visu, e soprattutto toglie quella sensazione di essere stati “lasciati lì”.
Se stai gestendo una o più proprietà e ti stai rompendo la testa su come sistemare check-in, comunicazioni alla Questura e tutta la burocrazia senza impazzire, scrivici pure.
Ci occupiamo noi di accoglienza, pulizie, gestione fiscale, AlloggiatiWeb. Tu pensa solo a incassare e a far stare bene chi arriva.
Davvero, funziona meglio. Parola di chi ci è passato.
Domande frequenti su self check-in e identificazione ospiti negli affitti brevi
Il self check-in è legale negli affitti brevi in Italia nel 2026?
Il self check-in è legale solo se prevede l’identificazione dell’ospite “de visu”. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 21 novembre 2025, non è più consentito il check-in completamente automatico senza verifica visiva.
Cosa significa identificazione “de visu” negli affitti brevi?
L’identificazione “de visu” richiede che l’host o un incaricato verifichi visivamente l’ospite e il documento. Può avvenire di persona oppure tramite video in tempo reale.
È legale il self check-in con keybox a Roma?
No, a Roma l’utilizzo delle keybox in spazi pubblici è vietato dal regolamento comunale. Inoltre, senza identificazione visiva dell’ospite, il sistema non è conforme alla normativa nazionale.
Il check-in con videochiamata è legale negli affitti brevi?
Sì, è considerato conforme alla normativa perché permette una verifica visiva in tempo reale, rispettando il requisito dell’identificazione “de visu”.
Cosa succede se non si identificano correttamente gli ospiti?
Il mancato rispetto delle procedure di identificazione può comportare sanzioni amministrative e problemi legali, oltre a violazioni degli obblighi verso la Questura.
È obbligatorio registrare gli ospiti su AlloggiatiWeb?
Sì, in Italia è obbligatorio comunicare i dati degli ospiti tramite il portale AlloggiatiWeb entro 24 ore dall’arrivo.
Come gestire correttamente il check-in di una casa vacanze a Roma senza rischi legali?
Per evitare errori è consigliabile affidarsi a un servizio professionale che gestisca accoglienza, identificazione ospiti e comunicazioni obbligatorie, garantendo piena conformità normativa.


