Crisi abitativa affitti brevi: il capro espiatorio che nasconde il fallimento del Piano Casa
- 7 mar
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Aggiornamento: 2 giorni fa

Crisi abitativa affitti brevi, è facile dare la colpa al turista col trolley che si trascina per i vicoli del centro storico. Diventa subito il cattivo della situazione, responsabile di tutto: quartieri che si svuotano, affitti alle stelle. E Airbnb, con gli affitti brevi, è il bersaglio numero uno per chi vuole un capro espiatorio. Ma se li eliminassimo davvero, questi piattaforme, cambierebbe qualcosa? Ne dubito fortemente.
Burocrazia e immobilismo istituzionale
Nel frattempo, chi ha il potere di decidere resta immobile o si perde in tempi biblici tra burocrazia e tecnicismi. Intanto i cittadini, quelli che chiedono solo un tetto sicuro e non un colpevole da additare, restano ancora una volta alla finestra ad aspettare. Prendiamo il Piano Casa, per dirne una. L'idea non è mica stupida: 950 milioni per rimettere a posto le case popolari abbandonate, quelle che stanno lì a marcire chiuse perché cadono a pezzi o non rispettano le norme. Si parla di 50-60mila alloggi da recuperare. Sulla carta sembra una gran cosa. Ma se guardi meglio, ti accorgi che la salita è ripidissima. Prima di tutto, la solita burocrazia che non manca mai. Il Quirinale ha storto il naso sulla decretazione d'urgenza e tutto si è inceppato. Mentre i politici chiacchierano di procedure, quegli appartamenti restano sbarrati, inutili, proprio in mezzo a una crisi abitativa che morde. Poi i quattrini: sui 20 mila euro per intervento. Oggi con quei soldi a stento rifai un bagno, cucina e imbianchi due pareti. Per palazzi che hanno bisogno di un restauro serio, strutturale, è una goccia nel mare.
La realtà dietro i numeri degli affitti brevi
E non dimentichiamo la faccenda degli affitti turistici. A Roma, Firenze, Venezia, è il ritornello classico: non trovi casa? Tutta colpa di Airbnb. Ma i dati dicono altro: gli affitti brevi sono una fetta minuscola del totale degli immobili. Il vero problema sono le case private vuote – milioni in tutta Italia – che i proprietari non mettono in affitto a lungo termine non per fare i furbi coi turisti, ma per fifa pura. Paura di che? Di finire intrappolati. Perché da noi, se l'inquilino smette di pagare, per sfrattarlo ci vogliono anni di cause e avvocati. L'affitto breve è una scappatoia: meglio un ospite per tre notti che uno che si pianta lì e non schioda. Non è cattiveria, è semplice buon senso. Incolpare il turismo vuol dire girare intorno al nocciolo: un sistema di protezioni che scoraggia chiunque voglia affittare sul serio, a lungo.
Il rischio di un mercato congelato, crisi abitativa affitti brevi
Ci sono idee in giro, tipo il Rent to Buy, per chi sta in mezzo al guado – troppo "ricco" per le case popolari, troppo povero per il mercato libero. Per ora, però, sono solo chiacchiere. E il pericolo è sempre quello del pendolo: se proteggi troppo l'inquilino, convinci il proprietario che affittare è una fregatura. A quel punto, meglio lasciare tutto com'è o vendere. Senza soldi privati e senza snellire davvero le procedure, la rigenerazione urbana resta un bel discorso da campagna elettorale. I centri storici non si svuotano per i turisti: si svuotano perché non ci sono le basi per viverci stabilmente.
Domande frequenti su affitti brevi e crisi abitativa a Roma e in Italia
Gli affitti brevi sono la causa della crisi abitativa in Italia?
Secondo diversi dati di settore, gli affitti brevi rappresentano una quota molto limitata del patrimonio immobiliare totale e non sono considerati il principale fattore della crisi abitativa.
Perché molti proprietari scelgono gli affitti brevi invece degli affitti lunghi?
Principalmente per maggiore flessibilità, minori rischi di morosità e maggiore controllo sull’immobile rispetto agli affitti a lungo termine.
Quante case sono vuote in Italia?
In Italia esiste un numero elevato di immobili non utilizzati o vuoti, spesso non immessi sul mercato degli affitti a lungo termine per ragioni di rischio e gestione.
Gli affitti brevi riducono la disponibilità di case per residenti?
L’impatto degli affitti brevi varia a livello locale, ma in molte città rappresentano una percentuale ridotta del totale degli immobili disponibili.
Perché i proprietari evitano l’affitto a lungo termine?
Per il rischio di mancati pagamenti, tempi lunghi di sfratto e minore flessibilità nella gestione dell’immobile.
Il mercato degli affitti brevi è sostenibile nel lungo periodo?
Sì, il mercato è sostenuto da domanda turistica e mobilità crescente, ma è influenzato da regolamentazioni locali e dinamiche immobiliari.
Conviene oggi affittare una casa a breve o lungo termine a Roma?
La scelta dipende da obiettivi, rischio e gestione. Gli affitti brevi offrono maggiore redditività potenziale ma richiedono una gestione professionale per essere sostenibili.


